Tra curiosità, genio, sapienza ed amicizia.

Archita da Taranto

Parlare di Archita da Taranto, uno degli uomini più illuminati che la storia ricordi, sarebbe troppo facile e, al contempo, estremamente complesso.
Per cui non tesseremo le sue lodi di uomo politico.
Non lo ricorderemo per le sue capacità strategiche.
Non lo esalteremo per il suo straordinario spirito democratico.
Non lo glorificheremo in quanto inventore della prima macchina volante (Colomba di Archita) o per la pitagorica visione dell’infinito che ci circonda per il quale, da sempre, ogni uomo cerca una giustificazione al tutto.
No, vogliamo ricordarlo in quanto uomo e maestro di amicizia e per quelle stesse virtù che lo spinsero a salvare l’amico Platone dalla tirannia siracusana.
Ed oggi il mondo intero gli rende omaggio, dedicandogli un cratere lunare, non molto lontano da quello dedicato al suo amico Platone, come se, in qualche modo, l’uomo moderno avesse voluto rendere omaggio non solo alla maestosità di un uomo fuori dal comune ma, allo stesso tempo, porgere giustizia al più nobile dei sentimenti: l’amicizia.

Archita sull’amicizia: “Se un uomo salisse in cielo e contemplasse la natura dell’universo e la bellezza degli astri, la meraviglia di tale visione non gli darebbe la gioia più intensa, come dovrebbe, ma quasi un dispiacere, perché non avrebbe nessuno cui comunicarla.”

E dunque solleviamo gli sguardi. Lassù c’è il cratere lunare “Archita da Taranto”